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LICEO SCIENTIFICO S. “B. CROCE” - U.T.E.E. PALERMO 1° CONCORSO DI POESIA - “ISIDORO FOGAZZA” - “GIUSEPPE GRASSO” |

In un’epoca caratterizzata prevalentemente da
slogans pubblicitari che ci invitano a consumare freneticamente e con
superficialità ogni prodotto umano, non è facile motivare qual è l’esigenza che
ci ha spinti a bandire un concorso di poesia. Che dire, infatti, che non sia
stato già abbondantemente e sapientemente trattato da intellettuali, critici,
esteti e filosofi? Ma, come mai la poesia, dopo tanti secoli, continua ad
interessarci e coinvolgerci con la medesima immediatezza e spontaneità con cui
ha affascinato i nostri padri? Che dire di questa antichissima forma di
comunicazione le cui origini si perdono lontane nel tempo che nasce come “poesia
d’occasione”, per celebrare eventi o ingraziarsi divinità, ma che ben presto si
trasforma in “poesia soggettiva”?
Al di là dell’evento da celebrare, l’importanza ed il valore della poesia
risiedono nel suo semplice ed immediato “esserci”, nel suo particolare modo di
porsi di fronte alle cose e farle diventare essenziali, uniche, nel suo modo
particolare, ma universale, di esprimere il suo messaggio. Poiché, oltre i
secoli, oltre gli eventi, il poeta si presenta come interprete universale dei
messaggi di tutti gli uomini. Egli partecipa alla guerra e ne racconta gli
orrori; lotta per la libertà e la democrazia e ne denuncia le disuguaglianze e
le sofferenze, gioisce all’amore, ascolta la natura e se ne fa interprete per
tutti noi. Divenendo la nostra voce parla per noi, facendoci, così, poetare,
anche se non siamo poeti, facendoci urlare ciò che sentiamo impetuoso nel nostro
animo, ma che non trova il mezzo adatto per emergere.
Il poeta con poche parole, con le poche, uniche, giuste ed essenziali parole,
esprime la tempesta, emozionandoci e sbalordendoci con la semplicità con cui la
esprime. Ed è proprio questa semplicità, che sembra non accompagnata da
tormenti, che suscita in chi la legge o l’ascolta emozioni che sembrano sgorgare
dal proprio animo, che non appartengono alla poesia o al poeta, ma sono solo del
lettore, di colui che fruisce l’opera.
Forse è questo, quindi, che a dispetto di messaggi omologanti di una cultura
“usa e getta”, ci spinge a chiedere “prodotti” capaci di scatenare vortici di
emozioni, sentimenti, passioni, che accompagnano la lettura di un testo poetico.
Bando
di concorso |Regolamento |Isidoro
Fogazza | Giuseppe Grasso |Liceo
scientifico Benedetto Croce
Il concorso è suddiviso in due settori:
SETTORE A: riservato a tutti i giovani iscritti e regolarmente frequentanti istituti di istruzione secondaria di secondo grado e giovani universitari frequentanti qualsiasi facoltà, purché in corso.
SETTORE B: in collaborazione con l’U.T.E.E. Università Europea della Terza Età “G. Grasso”, riservato a tutti gli adulti con qualsiasi grado di istruzione.
SETTORE A:
Art. 1 : PARTECIPANTI
Possono partecipare al concorso tutti i giovani poeti iscritti e frequentanti regolarmente qualsiasi istituto di istruzione secondaria di secondo grado e gli universitari iscritti a qualsiasi facoltà, purché in corso.
Art. 2 : REALIZZAZIONI POETICHE
Tutti i componimenti poetici possono essere realizzati con qualsiasi tecnica compositiva e/o espressiva, purché in lingua italiana. Ogni partecipante non può presentare più di due componimenti. Le opere devono essere riprodotte su fogli formato A4 e su un floppy in formato word.
Art. 3 : ARGOMENTI O TEMI
Non si indica un particolare tema; è ammessa ogni libera espressione compositiva frutto di un sincero amore per la poesia realizzato con un appassionato impegno.
Art. 4 : MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Ogni partecipante fornirà un breve curriculum vitae che deve contenere, oltre i dati anagrafici dell’autore (nome, cognome, data e luogo di nascita, domicilio, numero di telefono), anche la scuola o la facoltà universitaria di appartenenza.
Art. 5 : MODALITA’ PER LA CONSEGNA
Tutte le opere dovranno pervenire entro e non
oltre il 30 aprile 2004 presso la segreteria del Liceo Scientifico Statale “B.
Croce”, Via Benfratelli 4, 90134 Palermo.
Al fine dell’ammissione, per i lavori inviati per posta, farà fede il timbro
postale.
Art. 6 : QUOTA PER LA PARTECIPAZIONE
Per poter partecipare al concorso occorre versare una quota pari a € 5.00, per far fronte alle spese di gestione dello stesso. Tale versamento deve essere effettuato sul C.C. n. 367904, intestato al Liceo Scientifico Statale “B. Croce”, Via Benfratelli, 4, 90134, Palermo, con la causale “Primo concorso di poesia – Isidoro Fogazza e Giuseppe Grasso”.
SETTORE B:
Art. 7 : PARTECIPANTI
Al settore B possono partecipare tutti gli adulti con qualsiasi grado di istruzione.
Art. 8 : MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Ogni partecipante fornirà un breve curriculum vitae, che deve contenere anche i dati anagrafici, il domicilio, il numero di telefono.
N.B. Si ritengono comuni al settore A gli articoli 2); 3); 5) e 6)
PARTI COMUNI DEL SETTORE “A” E DEL SETTORE “B” DEL BANDO DI CONCORSO
Art. 1 bis: COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE
Tutti i lavori pervenuti verranno esaminati da una qualificata commissione giudicatrice, composta dal Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Statale “B. Croce” (Presidente), da esperti e docenti di scuola e dell’università.
N.B. Il giudizio della commissione giudicatrice è insindacabile.
Art. 2 bis: ASPETTO GIURIDICO
Gli organizzatori del concorso avranno la massima cura delle opere ricevute, anche se non se ne assumono alcuna responsabilità per eventuali danni accidentali, manomissioni, incendi, furto ed altre cause che potrebbero verificarsi durante le fasi della manifestazione.
Art. 3 bis: USO DELLE OPERE
I lavori pervenuti non saranno restituiti e potranno essere utilizzati dai responsabili dell’organizzazione per l’uso che si terrà opportuno (pubblicazioni, citazioni, ecc.), fermo restando che chiunque dovesse utilizzare il materiale prodotto dovrà indicare la paternità dell’opera.
Art. 4 bis: MODALITA’ DI PREMIAZIONE
La premiazione avverrà nell’ultima settimana di maggio 2004 (giorno da stabilire). Tutti i partecipanti saranno invitati a prenderne parte, ed avrà luogo nel prestigioso salone monumentale dell’ex Ospedale Fatebenefratelli sito nel nostro istituto. Verranno assegnati i seguenti premi in buoni libro:
SETTORE A:1^ premio: € 300.00 2^ premio: € 200.00 3^ premio : € 100.00 |
1^ premio: € 300.00 2^ premio: € 200.00 3^ premio: € 100.00 |
A tutti gli altri partecipanti sarà consegnata una pergamena ricordo.
Art. 5 bis: PER TUTTI I PARTECIPANTI
La richiesta di partecipazione al concorso comporta l’automatica accettazione incondizionata del presente regolamento, avverso il quale non è ammesso nessuna forma di reclamo o ricorso.
DA RICORDARE: il plico da spedire o da presentare deve contenere: 1) curriculum vitae; 2) numero due componimenti poetici riprodotti in formato A4 e su floppy in formato Word; 3) fotocopia del versamento di € 5.00.
Nasce
a Palermo il 17 febbraio 1946 da famiglia modesta; è il primo di tre figli. Il
padre, piccolo impresario insieme ai suoi fratelli di una fabbrica di mattoni, e
la madre, casalinga, lo esortano a dedicarsi pienamente agli studi sin dalla
tenera età. A soli cinque anni legge e recita a memoria poesie, intrattenendo i
parenti e le amiche della madre meravigliati della sua precocità.
Vive l’infanzia sognando ed estraniandosi in parte dal mondo piccolo borghese
che lo circonda e nei confronti del quale mostra i primi segni di insofferenza
, già a dodici anni, esprimendo il suo disappunto nei primi versi di poesie.
Terminate le scuole elementari e medie, frequenta il liceo-ginnasio G. Meli di
Palermo, dove conoscerà il Prof. Antonino Noto, insegnante di storia e
filosofia, uomo di grande levatura e di grande impegno culturale. Noto avrà un
peso determinante nella formazione culturale del giovane Isidoro. A questi anni
risale anche l’unione sentimentale con una sua compagna di scuola, Gia Puglisi,
che in seguito diventerà sua moglie. Gia sarà fonte di ispirazione di diverse
poesie, e con lei costruirà un progetto di vita libera e lontana dai preconcetti
imposti dalle famiglie. Per portare a termine il suo progetto, si dedica
completamente agli studi, dando allo stesso tempo lezioni private per non
gravare eccessivamente sulla famiglia, e dedicando il suo tempo libero alle
attività politiche, alla poesia ed alla pittura.
Terminato il liceo si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di
Palermo, dove proseguirà lo studio delle materie filosofiche con il prof. A.
Noto, divenuto nel frattempo docente universitario. In questi anni si dedica
anche passionalmente alla vita politica di quegli anni: il ’68 è vicino, e si
schiera con i giovani comunisti.
Nel 1968 si presenta agli esami di laurea con una tesi sulla filosofia di
Michel Foucault, ottenendo pieni voti e l’ammirazione e la stima da parte di
tutti i docenti.
Dopo la laurea, nello stesso anno, ottiene il suo primo incarico di insegnante
presso la scuola media di Fonni, un paesino in provincia di Nuoro, dove
trascorre un intero anno scolastico. La lontananza da casa per la prima volta e
per un periodo così lungo, in un paese ancora non contaminato dal mondo moderno,
è un’esperienza che lo segna per tutta la vita, stimolandogli un grande
interesse nei confronti della natura e per le tradizioni popolari dei luoghi.
Terminato l’anno scolastico nel giugno del 1969 torna a Palermo e
successivamente ottiene l’incarico di docente di filosofia in un liceo di
Rimini. A settembre del 1969 si sposa con Gia Puglisi, anch’essa chiamata a
Rimini come insegnante di lettere. Nel giugno del 1970 nasce Barbara, la sua
prima figlia. E’ un periodo di grande crescita culturale e di grande
partecipazione alle attività politiche del momento. Nel 1972 pubblica la sua
prima raccolta di poesie dal titolo Bassorilievi. In quegli anni
partecipa ad un concorso di poesie dove prenderà il primo premio.
In quegli anni frequenta gli ambienti del Partito Comunista Italiano e continua
le sue battaglie ideologiche, finché nella metà degli anni ’70, stancatosi della
inconcludenza dei suoi compagni e sentendosi in qualche modo tradito
ideologicamente, abbandonerà definitivamente il partito ed ogni attività
politica. Nel 1972 la moglie si ammala di cancro, portandolo a dedicarsi quasi
esclusivamente alla famiglia per cinque lunghi anni di dolore e di
preoccupazioni. Nel 1977 ottiene la cattedra presso il liceo classico di
Corleone in provincia di Palermo, e si trasferisce nuovamente a Palermo, dove,
lo stesso anno, si spegne la moglie. Rimane vedovo a soli 31 anni e con una
figlia da accudire. La morte della sua amata lo porta a livelli tali di
disperazione e di solitudine da rinchiudersi in se stesso. A questo periodo
appartengono numerosi scritti, tra cui l’Elogio della Morte,
pubblicato soltanto nel 1999. A Corleone conosce il Prof. Enrico Guarneri, con
il quale stringerà una sincera e duratura amicizia, ed il preside della scuola,
il Prof. Giuseppe Governali, che stimerà molto; con entrambi svolgerà in seguito
diverse attività culturali.
Nel 1978 viene trasferito presso il liceo-ginnasio Vittorio Emanuele II di
Palermo. Nel 1980 si risposa con Valeria Mangano, una sua allieva; da questa
unione, due anni dopo nasce Demetra, la sua seconda figlia. Ripresosi anche
grazie alla nuova famiglia, fonda l’Associazione Culturale Eleusi, attraverso
la quale si svolgeranno diverse attività culturali legate prevalentemente allo
studio delle tradizioni popolari, alle ricerche storiche, al teatro etc..
L’associazione Eleusi dava ai giovani l’opportunità di dare libero sfogo alla
propria creatività ed ai propri interessi, avendo la possibilità di affrontare
qualunque argomento proponendolo anche agli altri coetanei. Isidoro Fogazza,
creando il centro studi, svolge il ruolo di grande educatore. Dotato di notevole
carisma, pur tra l’ostilità di alcuni dei suoi colleghi, riesce a raggiungere
ottimi livelli di comunicazione con gli allievi.
Alle pubblicazioni delle Edizioni Eleusi appartengono: dal 1984 la collana dei
Quaderni Eleusini, rivista trimestrale in cui scrivono a turno
tutti gli iscritti all’Associazione.
Alla collana, oltre alla rivista trimestrale, appartengono:
1989: L’Altro e il Medesimo di Isidoro Fogazza;
La Festa dei Morti in Sicilia di Isidoro Fogazza;
La Verità Ironica di Antonio Bellingreri;
1990: Giudizi-Pregiudizi, Ricordi.Fantasie di Giuseppe Governali;
De Nihilo (note sul problema della “morte di Dio”) di Antonino Noto;
Una Scuola per l’Europa, interviste a docenti della scuola V. Emanuele II di Palermo;
1991: Ideologie e Nuove Utopie di Antonino Noto;
Scienza- Critica e Dialettica, di Antonino Noto;
Linguaggi e Metalinguaggi di Antonino Noto;
Nel 1990 muore improvvisamente
il padre, stroncato da un infarto, e
due anni dopo, muore anche il prof. A. Noto durante un convegno organizzato a
Monreale dallo stesso Fogazza. Tali eventi luttuosi gli lasceranno un profondo
vuoto, che lo spingeranno a nuove riflessioni ed a nuove esperienze di vita
spirituale.
Nel 1994 la separazione dalla seconda moglie dà un nuovo risvolto alla sua
esistenza, che lo porterà a cambiare nome all’associazione in Il Puer.
Inizia una nuova fase di lavoro culturale con la collaborazione di colleghi
amici e di allievi, che vede la pubblicazione dei seguenti Quaderni Eleusini:
1994: Dialoghi col Puer di I. Fogazza ed E. Guarneri;
1996: Storie di alienazione e di orecchini di E. Guarneri;
Retorica per immagini di E. Guarneri;
Del disamore - Della speranza di Massimo Zito;
Quelli che… (osservazioni tassonomiche) di I. Fogazza.
In questi anni si unirà sentimentalmente con
Alessandra Insalaco, che gli starà vicino sino alla fine dei suoi giorni.
Nell’aprile del 1997 si ammala gravemente; la malattia lo conduce alla chiusura
definitiva dell’associazione culturale il 5 settembre del 1997. Si spegne il 10
marzo 1998.
A giugno del 2000 la figlia maggiore e Alessandra Insalaco, aiutate dagli amici
a lui più vicini, decidono di seguire le sue disposizioni prima di morire,
pubblicando l’Elogio della Morte – Al Popolo, raccolta di poesie
del 1979 dedicata alla moglie dopo la sua scomparsa e un discorso dedicato al
“popolo” scritto in tempi più recenti durante la sua fase di maturazione.
Restano ancora da pubblicare numerosi altri scritti, tra cui la raccolta di
poesie Comoedia ed un saggio sulla figura di Santa Rosalia ed il Genio di
Palermo dal titolo Il Vecchio e la Fanciulla. Quest’ultimo è il frutto di
anni di studi di storia delle religioni e di tradizioni popolari, tema a lui
molto caro.
(Biografia a cura della figlia Barbara)
Giuseppe
Grasso, nasce a Palermo il 29 Marzo 1921, città nella quale trascorre quasi
tutta la sua vita, fino alla sua morte avvenuta il 12 Febbraio 2002.
Figlio di Carmela Ferreri, insegnante di scuola elementare e di Salvatore
Grasso, controllore capo delle F.F.S.S, primogenito di tre figli ( Ippolito,
Vita ), terminati gli studi di base, frequenta il liceo classico Umberto. In
seguito, prosegue gli studi, inscrivendosi all’Istituto Universitario Orientale
di Napoli, nel corso di laurea in lingue, letteratura ed istituzioni orientali
con specializzazione in Africa mediterranea.
Nella sua formazione politico-sociale, come da lui stesso raccontato, in
diverse occasioni, ebbero grande influenza le idee democratiche “ respirate “ in
famiglia, e più tardi, la condivisione d’ideali di “ libertà “ portati avanti
da un gruppo antifascista, costituito da studenti, professori e persone di
varia estrazione sociale e culturale.
A causa del suo credo politico, durante il fascismo è oggetto di continui
controlli e appostamenti, finché tradito da un conoscente, viene arrestato.
Successivamente rimesso in libertà anche se, duramente provato da questa
esperienza, riprende gli studi che di lì a poco dovrà nuovamente interrompere,
perché chiamato in guerra (seconda guerra mondiale), in quanto appartenente alla
“ classe 21 “.
Indossata la divisa dell’Aeronautica partecipa al conflitto bellico.
Dopo il 3 settembre del 1943, raggiunge Napoli dove crea ed organizza
un gruppo partigiano, denominato “Ottocalle “ e ne assume il comando.
Egli, con il suo gruppo partecipa alle quattro giornate di Napoli, (28 settembre
- 1 ottobre 1943), distinguendosi per coraggio, capacità e supremo sprezzo del
pericolo, all’avanguardia della difesa della città, come riportato nel brevetto
n. 404 del 10/10/1943.
In questi anni, gli è vicina Rosa Salvini, che ne condivide le idee e le azioni
e che resterà con lui per ben cinquantuno anni di matrimonio.
Finita la guerra, tornato a Palermo, dedica la sua vita alla famiglia (ha sei
figli), al lavoro, trovando sempre uno spazio da dedicare ai suoi studi ed ai
suoi impegni sociali, ricoprendo cariche di responsabilità a livello sindacale.
Laureatosi in legge, continua a coltivare interessi culturali, dedicandosi
particolarmente alla lettura di libri di carattere umanistico, approfondendo, in
particolare, le tematiche riguardanti la città di Palermo ed in generale la
Sicilia.
Il suo impegno nel sociale lo porta nell’anno 1967, ad aprire a Palermo la sede
regionale dell’A.N.S.I. (Associazione Nazionale
Scuola Italiana), dove organizza seminari,
convegni, corsi di formazione e di specializzazione per docenti, coinvolgendo
figure rappresentative del mondo universitario e sociale.
Nell’anno 1979 apre la Scuola per Assistenti Sociali, “Piersanti Mattarella”
articolata con insegnamenti di base e materie professionali che nell’anno
1989/90, in applicazione del D.P.R. 162 del 10.03.1982 - art. 7, comma 2 -
svolge la propria attività in regime di convenzione con l'Università degli Studi
di Palermo, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Nell’anno 1982, insieme ad altri soci fondatori, costituisce l'Università della
Terza Età che si occupa dell'educazione permanente degli adulti, il cui scopo
primario è di rispondere al bisogno di coltivare interessi culturali nel tempo
libero, indipendentemente dall'età, dal proprio livello scolastico o dalla
professione esercitata.
Essa si propone ai "Giovani di spirito" della città, come luogo di aggregazione
culturale e sociale, come scambio di esperienze in un rapporto di arricchimento
reciproco e di solidarietà.
A quest’ultima iniziativa, senza fini di lucro, che porterà avanti fino alla
fine dei suoi giorni, dedicherà tutto il suo amore e il suo impegno creando
degli spazi culturali dove si sono avvicendate persone di varia estrazione
sociale e culturale e relatori che con tanto entusiasmo hanno aderito
all’iniziativa prestando la loro opera a titolo gratuito.
In seguito alla sua morte, i figli e i suoi collaboratori più stretti, come
riconoscimento della sua opera, hanno sentito l’esigenza di creare una nuova
università intitolata: U.T.E.E. Università Terza
Età Europea “Giuseppe Grasso”.
(Biografia a cura dei figli Gabriella, Lina, Marcella, Rosalba e Salvatore Grasso)
BREVE STORIA DEL LICEO SCIENTIFICO “BENEDETTO CROCE”
Il liceo
B. Croce, istituito nel 1978, è ubicato nel centro storico di Palermo, nel
Mandamento Palazzo Reale.
L’edificio fu uno dei più antichi ospedali della città e il primo fondato in
Sicilia dai Benfratelli (o Fatebenefratelli), per opera di Sebastiano Ordonez. I
lavori di costruzione iniziarono nel 1587. Dell’antico ospedale rimangono
importanti vestigia architettoniche e, in particolare, il “Salone di degenza”
originario, che presenta le pareti quasi interamente ricoperte da affreschi
attribuiti al celebre pittore Pietro Novelli e un suggestivo controsoffitto
ligneo a cassettoni policromo risalente al 1300, quando il salone costituiva
un’ala di un antico convento
LICEO SCIENTIFICO STATALE “BENEDETTO CROCE” VIA BENFRATELLI, N° 4 90134 PALERMO
SUCCURSALE VIA F. CORAZZA, N° 41 TEL. 0916512200 FAX 0916513962
E-MAIL: liceocroce.pa@libero.it http//utenti.tripod.it/BCROCE
DIRIGENTE SCOLASTICO: PROF. G. B. PUGLISI
DOCENTE REFERENTE: PROF. C. BOTTA
E-MAIL: carmelo.botta@istruzione.it